Zanzare

E’ arrivato il caldo e per le scuole abituate a trascorrere molto tempo all’aperto inizia a manifestarsi un problema tipicamente stagionale. Molte insegnanti e educatrici esprimono il disagio che provano nel restituire alle famiglie bambini segnati, a volte deturpati, dalle punture delle zanzare.
E’ possibile fare qualche cosa per ridurre questo inconveniente?
Giriamo la domanda a Luciano Donati, agronomo, tecnico del Centro Agricoltura Ambiente esperto in lotta alle zanzare. Ecco cosa ci racconta.
Occorre premettere che le punture subite durante il giorno sono causate dalla zanzara tigre (Aedes albopictus ) un insetto proveniente dalle aree tropicali del sud est asiatico (Cina, India, Tailandia, Indonesia) arrivato in Italia nel 1990 e rapidamente insediatosi soprattutto nelle aeree urbane.
Rispetto alle zanzare nostrane, appartenenti al genere Culex, la zanzara tigre, facilmente identificabile per la tipica livrea zebrata, si differenzia per una serie di caratteristiche.
-Si manifesta soprattutto di giorno con un picco di attività nella mattinata e uno principale nel tardo pomeriggio tipicamente dalle 17 alle 19. Non è presente nelle giornate ventose mentre in quelle nuvolose l’attività è distribuita lungo l’intero arco della giornata con picchi meno evidenti.
-E’ strettamente legata agli ambienti esterni e difficilmente penetra e punge all’interno delle abitazioni.
-Vola lentamente e a bassa quota e presenta un limitato raggio di azione che difficilmente supera i 200 metri, per cui normalmente punge in prossimità del luogo in cui è nata.
-Per la deposizione delle uova predilige accumuli di acqua temporanei e di ridotte dimensioni. Tipicamente, nei paesi di origine, disdegna le risaie e utilizza i piccoli depositi che l’acqua piovana forma sulla vegetazione.
-Le uova, diverse decine per ogni deposizione, vengono collocate in piccoli gruppi e ancorate al substrato appena al disopra del livello dell’acqua; la schiusura avviene non appena l’acqua si innalza sommergendole.
Il ciclo biologico della zanzara tigre, durante l’estate in condizioni ottimali di temperatura, ha una durata per quanto riguarda la fase larvale di 5-7 giorni dal momento della schiusura delle uova allo sfarfallamento degli adulti a cui fa seguito, in rapida sequenza, l’accoppiamento, la dispersione, il pasto di sangue (che interessa solo le femmine) e la deposizione delle uova. Una femmina può rimanere attiva fino ad un mese durante il quale può pungere e deporre le uova per più volte. Il superamento della stagione invernale (svernamento) avviene sotto forma di uovo o di adulto.

Cosa è possibile fare per limitare il disagio legato alla presenza della zanzara tigre?
La forma di lotta più efficace, che può essere praticata da tutti, è quella rivolta verso le larve e consiste nell’eliminazione o nel controllo e trattamento dei piccoli depositi di acqua. E’ quindi estremamente importante evitare i ristagni anche temporanei (sono sufficienti solo 5 giorni per permettere lo sviluppo delle zanzare) che potrebbero formarsi all’interno di sottovasi o secchielli o giochi lasciati all’esterno. Un’attenzione particolare va rivolta ai depositi occulti; un esempio è rappresentato dai cestini per le immondizie che, se sono presenti all’esterno, non sono opportunamente protetti e non vengono svuotati frequentemente, possono raccogliere l’acqua piovana creando condizioni ottimali per lo sviluppo della zanzara tigre. Un’esperienza interessante portata avanti in alcune scuole (è il caso ad esempio delle scuole dell’infanzia Anna Frank, Cantalamessa e Ada Negri di Bologna) prevede la realizzazione di piccoli stagni o vasche dove le larve vengono predate dalle gambusie (Gambusia affinis) un piccolo pesce originario del golfo del Messico utilizzato in tutto il mondo per la lotta biologica alle zanzare. Si tratta quindi di vere e proprie trappole i cui effetti positivi sulle popolazioni di zanzare non sono però ancora stati dimostrati. 
Per quanto riguarda gli accumuli di acqua non eliminabili, come i tombini o i pozzetti delle grondaie, è necessario procedere a un trattamento larvicida che viene fatto attraverso l’utilizzo di appositi prodotti. Nelle aree scolastiche di Bologna i trattamenti sono effettuati dal comune che prevede, per il 2017, sette interventi distribuiti tra il 3 di aprile e il 30 di settembre utilizzando un prodotto a base di diflubenzuron che ha buona efficacia e durata, presenta bassa tossicità verso gli organismi non bersaglio, viene rapidamente degradato nell’ambiente e non produce derivati tossici.
Data la scarsa mobilità della zanzara tigre sarebbe sufficiente fare un’accurata lotta alle larve in un raggio di 200 metri per risolvere completamente il problema; a questo scopo risulterebbe decisivo provare a coinvolgere il vicinato con cui condividere le strategie di lotta con l’obbiettivo di conseguire comuni vantaggi.
Oltre al controllo delle larve attraverso l’eliminazione o il trattamento dei depositi di acqua, il che rappresenta sicuramente l’intervento decisivo nella lotta alla zanzara tigre, è possibile mettere in campo alcune ulteriori attenzioni come ad esempio lo sfalcio regolare dell’erba, dato che erba alta e siepi accolgono gli individui adulti, o un adeguato abbigliamento che preveda di tenere coperta la maggior parte del corpo, in particolare le caviglie che sono uno dei bersagli prediletti.
Nell’individuazione delle possibili prede la zanzara è inizialmente guidata dalla concentrazione di anidride carbonica; avvicinandosi poi all’obiettivo entrano in gioco ulteriori fattori di tipo chimico che rendono le diverse persone persone più o meno attrattive nei confronti delle zanzare. Ogni individuo è infatti caratterizzato da un proprio cocktail di odori, legato principalmente alla presenza di acido lattico, ammoniaca e acidi grassi, che può essere modificato attraverso l’utilizzo di sostanze repellenti. Tra queste sono da ricordare quelle presenti in alcune piante come geranio, citronella o lavanda, che possono essere ospitate in giardino e all’occorrenza utilizzate sfregandone le foglie sulla pelle. Per scegliere le loro vittime le zanzare ricorrono poi anche alla vista e sotto questo aspetto sono da preferire vestiti chiari dato che si è dimostrata la maggiore attrattività dei colori scuri.

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